IN PRIMO PIANO
IN VIGORE IL DECRETO LEGGE 1° MAGGIO
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, in vigore dal 1° maggio 2026, che introduce misure in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale. Al centro del provvedimento c’è, appunto, il “salario giusto”, che si identifica con il trattamento economico complessivo (TEC) previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale; ma anche bonus per favorire le assunzioni di donne, giovani e disoccupati ZES e per la stabilizzazione dei contratti a termine. Tutti gli incentivi previsti dal Decreto sono subordinati all’applicazione del “salario giusto” da parte delle aziende che li richiedono e si introduce anche una norma per favorire il rinnovo tempestivo dei CCNL. Si prevede, infatti, un anticipo del 30% dell’inflazione (IPCA) nel caso in cui gli stessi vengano rinnovati oltre la loro naturale scadenza. Infine, il DL stabilisce misure per la trasparenza e la vigilanza delle piattaforme digitali, prevedendo che per qualificare il lavoro come subordinato o autonomo si consideri l’esercizio “di poteri di organizzazione, direzione, controllo, valutazione, limitazione dell’accesso al lavoro o determinazione unilaterale del compenso”, si legge nel provvedimento. Previsti anche obblighi informativi e di trasparenza e modalità univoche di accesso alle piattaforme da parte dei lavoratori.

IL DL FISCALE È LEGGE
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 la Legge 22 maggio 2026,
n. 88, di conversione, con modificazioni, del DL 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica. Tra le modifiche inserite in sede di conversione, anche le disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai professionisti: la verifica dell’eventuale inadempienza rispetto a cartelle di pagamento scatterà solo se l’ammontare complessivo dei carichi è pari almeno a 5mila euro. Il provvedimento interviene anche in materia di iperammortamento, eliminando il vincolo che limita la maggiorazione agli investimenti in beni strumentali prodotti in Stati membri dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo. In materia di concordato preventivo biennale, la legge differisce al 31 ottobre 2026 il termine per aderire alla proposta relativa al biennio 2026-2027 e introduce nuove soglie massime per la proposta di reddito concordato: non oltre il 30% del reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente per i contribuenti con livello di affidabilità fiscale ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8; non oltre il 35% per i contribuenti con Isa pari o superiore a 1 ma inferiore a 6. Sul Piano Transizione 5.0, il provvedimento recepisce l’aumento degli importi spettanti alle imprese che hanno presentato le comunicazioni per i benefici relativi al 2025. In sede di conversione è stato inoltre introdotto un contributo aggiuntivo per gli investimenti in impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, sistemi di accumulo e certificazioni richieste dalla normativa. Prevista anche una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte, pari a 300 euro complessivi, per i premi erogati agli atleti dilettanti fino al 31 dicembre 2026. Infine, sul fronte della riscossione e della definizione agevolata, la perdita dei benefici è prevista, in caso di pagamento dell’unica o ultima rata, solo se il ritardo supera i cinque giorni (art. 10).

DECRETO LAVORO 2026: PRIME ISTRUZIONI INPS SU BONUS GIOVANI
Sono arrivate le prime indicazioni operative dell’Inps sul Bonus Giovani 2026, introdotto dal Decreto Lavoro. Con la circolare n. 55 del 14 maggio 2026, l’Istituto ha definito il quadro applicativo della misura, chiarendo requisiti, modalità di accesso e condizioni per
la fruizione dell’esonero contributivo destinato ai datori di lavoro che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato. Il bonus, previsto dall’articolo 2 del D.L. n. 62/2026, punta a favorire l’occupazione stabile dei giovani e riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100% dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi Inail, per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. L’agevolazione riguarda giovani che non abbiano compiuto 35 anni privi di un impiego regolarmente retributivo da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi e che siano lavoratori svantaggiati secondo i criteri previsti dalla normativa europea. L’incentivo può arrivare fino a 500 euro mensili per ciascun lavoratore assunto e ha una durata massima di 24 mesi nei casi di lavoratori molto svantaggiati. Per le assunzioni effettuate nelle aree della ZES unica del Mezzogiorno il beneficio sale fino a 650 euro mensili, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo occupazionale e ridurre i divari territoriali. La circolare dell’Inps entra inoltre nel dettaglio delle condizioni per il riconoscimento dell’esonero, ricordando che è subordinato – tra gli altri – all’incremento occupazionale netto e all’applicazione del salario giusto, secondo quanto previsto dall’art. 7, c. 5, del decreto. Per accedere all’esonero, i datori di lavoro dovranno presentare domanda attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’Inps, utilizzando l’apposito modulo online che sarà reso disponibile con un successivo messaggio operativo dell’Istituto.

FONDI INTERPROFESSIONALI: AGGIORNATE LE LINEE GUIDA
Aggiornate le Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, di cui all’art. 118 della legge n. 388/2000. Lo rendo noto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, con il decreto direttoriale n. 227 dell’11 maggio scorso, sostituisce le precedenti Linee guida adottate con decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026. Le nuove disposizioni sono già in vigore, senza effetti retroattivi, ma prevedono che entro il 1° ottobre 2026 i fondi inviino al MLPS lo Statuto adeguato alle nuove regole e il Regolamento generale di organizzazione, gestione, rendicontazione e controllo. Il documento, infatti, aggiorna il quadro regolatorio relativo ai Fondi sotto diversi profili, tra cui, tra l’altro, le procedure di attivazione, revisione periodica e revoca dell’autorizzazione, le modalità organizzative e di funzionamento, l’utilizzo delle risorse, il sistema informativo integrato
di monitoraggio e vigilanza e il sistema dei controlli sulla gestione dei Fondi. Tra le novità, una disciplina più stringente per la formazione a distanza, con una serie di standard richiesti per le piattaforme; tra cui le possibilità di autenticazione di docenti e studenti, la rilevazione delle presenze, la produzione di report e il rispetto della normativa privacy.

RATEAZIONE DEBITI INAIL, AL VIA IL NUOVO SERVIZIO TELEMATICO
È disponibile sul portale Inail il nuovo servizio online “Istanza di rateazione”, aggiornato alla luce delle novità introdotte dal Collegato Lavoro e dal decreto ministeriale del 24 ottobre 2025. A comunicarlo l’Istituto con un’istruzione operativa dello scorso 8 maggio. Con la circolare n. 19/2026, l’Inail ha ampliato i piani di dilazione per i debiti relativi a premi assicurativi e accessori non iscritti a ruolo: fino a 36 rate mensili per importi
fino a 500mila euro e fino a 60 rate per somme superiori, in presenza di una temporanea difficoltà economico-finanziaria dichiarata dal datore di lavoro. Il servizio, attivo dallo scorso 8 maggio e accessibile tramite SPID, CNS o CIE, consente di presentare online le domande di rateazione anche per debiti contributivi non ancora scaduti. Tra le novità previste dalla nuova disciplina anche la possibilità di richiedere la rideterminazione del numero delle rate per le istanze presentate dal 12 gennaio 2025 fino alla pubblicazione della circolare attuativa, purché nel rispetto delle nuove condizioni normative. La richiesta potrà essere inoltrata entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare.

CIVIS SI RINNOVA: RIESAME DELLE PRATICHE FISCALI DIRETTAMENTE
Il canale Civis dell’Agenzia delle Entrate si rinnova e diventa più completo e trasparente per cittadini e intermediari. Come si legge sul comunicato stampa diramato dalla stessa Agenzia, la nuova versione del servizio di assistenza online, disponibile nell’area riservata del sito delle Entrate, permette infatti di chiedere il riesame di una pratica direttamente via web, senza dover ricorrere ad altri canali, come Pec o appuntamenti in ufficio. La novità riguarda le comunicazioni e gli avvisi telematici derivanti dai controlli automatizzati e dalla
liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata. Dopo una prima risposta dell’Agenzia, il contribuente – anche tramite un professionista delegato – potrà continuare a dialogare con lo stesso ufficio, inviando ulteriori informazioni e allegando fino a 10 documenti a supporto della richiesta. Il nuovo Civis punta così a diventare il “canale unico” per l’assistenza fiscale online, rispondendo anche alle esigenze espresse da associazioni e ordini professionali. Maggiore trasparenza anche sull’iter delle pratiche: gli utenti potranno consultare lo stato di lavorazione, gli esiti delle richieste precedenti e conoscere quale ufficio ha preso in carico la pratica.

INTERPELLI
RUOLI NON COMPENSABILI CON I CREDITI DA SUPERBONUS
Con la risposta ad interpello n. 110 del 27 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i crediti d’imposta derivanti dal Superbonus acquistati da terzi possono essere utilizzati in compensazione tramite modello F24 per pagare debiti tributari o previdenziali correnti, ma non possono essere impiegati per estinguere debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agente della riscossione. La risposta trova fondamento nell’art. 31 del D.L. n. 78/2010 che consente la compensazione delle somme iscritte a ruolo esclusivamente mediante “crediti relativi alle stesse imposte”. Tale disciplina riguarda quindi, crediti tributari di natura ordinaria e non i crediti agevolativi, come quelli derivanti dal Superbonus. L’interpretazione trova riscontro anche con i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, secondo cui la compensazione delle cartelle è ammessa per debiti relativi a imposte erariali (ad esempio IVA o IRPEF) mediante corrispondenti crediti erariali. Infine, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che, in ambito tributario, la compensazione costituisce un istituto di carattere eccezionale e può operare solo nei casi espressamente previsti dalla legge

TFR – COEFFICIENTE DI RIVALUTAZIONE
L’Istat ha comunicato l’indice relativo al mese di aprile che è pari a 102,5. Il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto con riferimento al mese di aprile è di 2,311729%.

